Lassù gli Ultimi a Ternengo apre la Festa della Lana 2012

La 14.a edizione della Festa della Lana si è aperta giovedì  con la serata-ricordo di Gianfranco Bini, il grande fotografo-editore recentemente scomparso. Nel salone polivalente gremito da un pubblico attento e caloroso, Giuseppe Simonetti,  il suo erede artistico,  ha fatto rivedere tre dei racconti fotografici, Sotto un tetto di lose, Avere una valle , oltre le vette oltre le stelle, emblematici del mondo di Bini: la vita negli alpeggi scandita dalle stagioni e dalle incombenze quotidiane, consolidate da una lunga tradizione, e la montagna degli alpinisti, degli scalatori, dispensatrice di gioie, fatiche, emozioni e dolori. La partecipazione straordinaria del Coro Monte Mucrone – Provincia di Biella, che si è unito all’iniziativa con spontaneità ed entusiasmo, ha contribuito a dare alla serata quel tocco speciale di unicità, proponendo una serie di canti in sintonia con le stupende immagini dei capolavori di Bini. 

La Festa della Lana che cerca di far conoscere il mondo dei pastori e l’importanza del loro ruolo nella salvaguardia dell’ambiente e di certo tipo di economia sostenibile legata alla lana e ai suoi prodotti, ha istituito quest’anno il Premio Bini, un riconoscimento simbolico che ogni anno verrà assegnato a uno o più pastori per meriti speciali.  Il premio, un oggetto che non manca mai nel loro equipaggiamento, il paiolo per la polenta, nella prima edizione  ha premiato il più anziano ancora in attività, Celso Maffeo, 83 anni, già protagonista del libro-capolavoro di Bini “Fame d’erba”, e il più giovane, Andrea Meffeo di 20.

Nei saluti finali il presidente Maurizio Alfisi coadiuvato dai vice Filippo De Luca e Renzo Gavioli, ha  lasciato a Simonetti e al Coro Pietro Micca  le riproduzioni di due delle opere più note della Festa della Lana: il campanile con la coperta e la 500 “di lana”.

E ora tutti a Ternengo, domenica, dalle 10 per il clou dell’evento.